REGIONELazio
PROVINCIARM
COMUNECerveteri
LOCALIZZAZIONE SPECIFICAFurbara
TIPOLOGIA DI RITROVAMENTOInsediamento produttivo di epoca etrusca
TIPOLOGIA LAVORILavori ferroviari
MOTIVO DEL RITROVAMENTOINTERVENTO DI MESSA IN SICUREZZA IDRAULICA DELLA LINEA ROMA-PISA
ATTIVITÁ ARCHEOLOGPubblicazione dell’Atlante dei ritrovamenti archeologici (Approfondimento)

Descrizione

La cronologia del ritrovamento è da inserirsi nel VIII sec. a.C.-IV sec. d.C.

Nelle aree limitrofe all’ex stazione ferroviaria di Furbara (Cerveteri - Rm) e non molto distante dallo scalo marittimo di Pyrgi, recenti indagini archeologiche eseguite sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l'Etruria meridionale, nell’ambito di un intervento di messa in sicurezza idraulica della linea Roma-Pisa, hanno interessato un’area di circa 1500 mq dalla quale è stata messa in luce un’articolata serie di ambienti alternati con delle corti aperte, riconducibili ad un unico complesso che, dalle risultanze delle prospezioni geofisiche effettuate, sembra proseguire ben oltre le aree indagate fino a lambire l’attuale tracciato della via Aurelia.

Gli scavi eseguiti hanno appurato che l’intero palinsesto strutturale, costituito da murature e fondazioni in ciottoli, venne realizzato in corrispondenza di un’area palustre appositamente bonificata ai fini dell’edificazione avente una destinazione quasi certamente a carattere produttivo e commerciale così come attestato anche dalla presenza di una iscrizione in lingua

etrusca impressa su un’anfora vinaria recuperata all’interno di uno degli ambienti indagati.

Ascrivibile ad un periodo ricompreso tra l'VIII sec. a.C. e il IV sec. d.C., l’insediamento era per ovvie esigenze commerciali direttamente collegato al litorale per mezzo di una strada glareata utilizzata a partire dal V sec. a.C. contestualmente ad una fase economica e produttiva in ascesa dell’Agro Ceretano.

I materiali ceramici recuperati suggeriscono l’ipotesi di una graduale romanizzazione del sito intorno alla seconda metà del III secolo a.C., periodo nel quale, riadattando le strutture preesistenti, si procedette alla realizzazione di un vasto impianto dedito alla lavorazione e allo stoccaggio delle materie lavorate così come dimostrerebbe il rinvenimento di cospicuo materiale anforico e doliare a cui vanno ad aggiungersi tre statuette votive rappresentati dei bovini i quali alludono chiaramente allo sfruttamento delle risorse agricole del territorio circostante.

Riferimenti

ATLANTE DEI RITROVAMENTI ARCHEOLOGICI 2025 Scheda 8

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